Nello stile Chen di tai ji quan, spesso la mano assume una foggia che ricoderebbe la tegola leggermente concava di un tetto tradizionale cinese. Per questo la si chiama "mano a tegola" (wa shou 瓦手) o "palmo a fila di tegole" (wa long zhang 瓦攏掌).
Nella foto sottostante, che ritrae il Maestro Chen Zhao Kui 陈照奎 (1928-1981), si notano le tipiche wa shou
Il maestro Chen è il secondo figlio di Chen Fa Ke, dunque appartiene alla diciottesima generazione della sua famiglia. Divenne famoso soprattutto per la diffusione della forma Xin jia 新架 ("Struttura nuova") attribuita a suo padre.
Nella sua provincia nativa dello Shandong, il maestro Huang ha studiato tre discipline della medicina tradizionale cinese: semeiotica attraverso l'osservazione del viso (mian jian面见) e della mano (shou jian手见), e massaggiogua sha刮痧 (il termine è traducibile con "sfregamento [che produce] ecchimosi" o con "sfregamento per acuzie"; una spiegazione in inglese al sito http://www.chinaculture.org/gb/en_chinaway/2004-09/07/content_59842.htm).
Nel 2012 il maestro è stato invitato da un'associazione cinese a tenere un ciclo di lezioni su questi argomenti.
Spiegazioni scritte dal maestro Huang su una lavagna durante una lezione sul gua sha alla testa.
Il maestro Huang insegna ad allievi cinesi massaggi gua sha e tui na an mo推拿
Il maestro Huang ha mostrato un esercizio di tui shou 推手 ("mani che spingono", la pratica in coppia fondamentale del tai ji quan) nel quale i due compagni sono molto vicini e quindi i movimenti delle loro braccia corti. Anche i piedi sono a una distanza minore del solito, circa come l'ampiezza delle spalle, pur nella solita ban ma bu 半马步 ("mezza posizione a cavallo") col piede davanti inverso e il peso distribuito equamente sulle gambe.
Il maestro riporta la testimonianza di Hong Jun Sheng secondo cui anche Chen Fa Ke 陳發科 (1887–1957) talvolta suggeriva di praticare tui shou così. "D'altronde", ribatte Huang, "più cresce l'abilità nel tai ji quan, più si riesce ad essere efficaci anche con movimenti e posture corti". Egli sottolinea infine una differenza tra la pratica delle sequenze lunghe (tao lu 套路), che vanno praticate in ampie posture basse, e le applicazioni per il combattimento reale, nelle quali si sta invece piuttosto alti per riuscire a variare le tecniche più agilmente.
Chen Fa Ke mostra il tui shou in una posizione alta e stretta al suo allievo Lei Mu Ni 雷慕尼 (1911-1986)
Hong Jun Sheng, qui in tui shou col suo allievo Li En Jiu 李恩久, ricorda molto il suo maestro Chen Fa Ke
In questo prezioso filmato del 1980, Hong Jun Sheng fa tui shou con uno dei suoi allievi migliori, Meng Xian Bin 孟宪彬, che a sua volta svolgerà un ruolo di primaria importanza nella formazione marziale di Li Bao Ting, il maestro di Huang Tai Ji. Infatti, per anni Meng è stato l'assistente del gran maestro Hong nelle sue lezioni.
Il maestro Huang Tai Ji consiglia di mangiare la mattina un pezzetto di zenzero fresco (sheng jiang 生姜), la sera di radicchio (luo bo 萝卜), entrambi benefici per l'apparato gastro-intestinale (si raccomanda sempre e comunque di interpellare il proprio medico di fiducia prima di introdurre nuovi elementi nella dieta quotidiana, soprattutto se non si gode di ottima salute).
Nella lezione in cui il maestro ha dato questo suggerimento, fornendo solo il nome cinese dei suddetti alimenti, certi suoi allievi hanno capito che intendesse ginseng e rapa in luogo di zenzero e ravanello. Questo episodio sottolinea quanto sia importante fare domande al maestro, tanto più se disponibile come Huang, per assicurarsi la necessaria precisione nell'apprendimento.
Un proverbio cinese dice: "Il dubbio è la chiave della sapienza" ("Huai yi shi zhi shi zhi yue 怀疑是知识之钥").
Il maestro Huang spiega che in ma bu马步(“posizione a cavallo”) le ginocchia devono essere solo lievemente in varismo, così da rendere l’inguine rotondo (yuan dang圆裆) e consentire un buon collegamento dei tendini (jin筋) da un piede, su per una gamba, lungo l’inguine, giù per l’altra gamba fino all’altro piede. Sul piano frontale, egli mostra non solo che il ginocchio non deve superare la punta del piede, ma arrivare al massimo all’inizio delle falangi.
Il tai ji quan è nato in ambiente contadino, per cui le sue tecniche sono ispirate alla vita rurale: la mazza per piantare i pioli, arrampicarsi sugli alberi, zappare ecc. Il maestro Huang spiega che anche Zhang San Feng 张三丰, il mitico inventore del tai ji quan, era un contadino, prima di diventare un eremita taoista.
Poi il maestro coglie ulteriori analogie fra movimenti del tai ji e gesti della vita quotidiana: nell’esercizio fondamentale zheng shouquan正手圈, egli paragona la mano che avanza sia al saluto sventagliandola (“Zai jian再見”, “Arrivederci”, dice ridendo), sia al gesto con cui si prende il cibo dal centro della tavola. Nella tecnica Xie xing ao bu斜行拗步(“muoversi in diagonale con posizione inversa”) sembra che le braccia attingano l’acqua da un pozzo (jing井) recuperando il secchio. Dao juan hong倒卷肱(“arrotolare il braccio al contrario”) e Hu xin quan护心拳(“il pugno protegge il cuore”) ricordano un portabandiera che impugna uno stendardo (qi旗) ecc.
Xie xing ao bu斜行拗步
Lan cayi拦擦衣(“sfregare pigramente la veste”), la seconda tecnica delle sequenze (tao lu套路) del Chen shi tai ji quan shi yong quan fa陈式太极拳实用拳法, assomiglia all’esercizio fondamentale zheng shouquan正手圈. L’immagine è tratta dall’omonimo Chen shi tai ji quan shi yong quan fa陈式太极拳实用拳法(“Metodo di pugilato pratico dello stile Chen di tai ji quan”), il prezioso manuale scritto dal gran maestro Hong Jun Sheng 洪均生. La copia sgualcita del maestro Huang reca la data 18-11-1992.
Fra l'aprile e il settembre del 2010, si tenne a Palazzo Reale di Milano la bella mostra "I due imperi" (http://www.mondomostre.it/mediacenter/fe/categoriamedia.aspx?idc=151&explicit=NO), dove, fra i vari reperti, erano esposte pure alcune statue dell'"Esercito di terracotta" di Xian. Il loro generale, la cui fotografia campeggia qui sotto, è in una posizione che ricorda molto la tecnica Zuo zhuan shen dao dui左转身捣碓 della prima sequenza (Yi lu 一路) del Chen shi tai ji quan shi yong quan fa陈式太极拳实用拳法. Senz'altro lo spirito che lo sguardo della statua esprime (yan shen 眼神) è quello di un buon praticante di arti marziali, e trovandosi di fronte a esso non si può mancare di scoprirlo evocativo.