martedì 27 agosto 2013

Zucche umane

Nella scuola del maestro Huang si fa un esercizio di coppia che Meng Xian Bin chiama “Cheng hu lu jia 撑葫芦架”. Letteralmente significa “Struttura di sostegno per le zucche”. Sono graticoli che gli agricoltori cinesi costruiscono per farvi crescere appunto le zucche, pendenti da terra come i vitigni.
L’esercizio consiste nell’afferrarsi reciprocamente le braccia più o meno ai bicipiti e cercare di sbilanciarsi. Può anche essere collaborativo: un compagno effettua una spinta diretta, e l’altro cerca di deviarla e sbilanciare l’attaccante.
Cheng hu lu jia, simile all’assai più noto tui shou (“mani che spingono”), è una pratica molto utile allo sviluppo della forza a spirale e delle capacità applicative che rendono così efficace il “metodo pratico dello stile Chen di tai ji quan”.

Il maestro Zhang Lian En

Zhang Lian En 张联恩 (1952-) iniziò a studiare tai ji quan col maestro Meng Xian Bin, che poi lo introdusse a Hong Jun Sheng.
Gira voce che il famoso maestro Chen Xiao Wang 陳小旺 (1945-) si recò in visita da Hong, e in quell’occasione fu battuto da un giovane Zhang in una sfida informale di spinte.
Si dice pure che, dopo la morte del gran maestro Hong, Zhang Lian En studiò la scuola di Chenjiagou 陳家溝 dello stile, per poi coniugare le due versioni e modificare la sua forma con le tecniche più ampie (da fa 大法) che sono tipiche dell’odierno stile di Chenjiagou.
Ad alcuni esponenti famosi della scuola Hong, questa supposta modifica non piace, ma si tenga conto che bisogna essere grandi esperti per giudicare il livello di simili maestri, sicché l’umiltà è sempre una regola d’oro.
Interpellato al riguardo, il maestro Huang si limita a uno degli apprezzamenti che indicano il suo carattere solare: Zhang gli piace perché ha un comportamento allegro, e alle sue lezioni regna un’atmosfera lieta.
(Zhang Lian En col suo maestro Hong Jun Sheng)

Il maestro Tian Xiu Chen

Tra gli allievi migliori di Chen Fa Ke ci fu Tian Xiu Chen 田秀臣 (1917-1984), che si dice abbia mantenuto il suo modo di praticare vicino a quello del suo insegnante (anche se è prassi dei maestri cinesi personalizzare un po’ il proprio stile).
Il maestro Huang apprezza molto la grande bravura di Tian, e nota che la maggior parte dei suoi movimenti era molto simile a quelli di Hong Jun Sheng.
http://www.youtube.com/watch?v=maPk6w8Yei0

Cosa significa naturale?

Molti maestri cinesi usano spesso l’aggettivo “naturale” (zi ran 自然) nei loro insegnamenti. Ciò manifesta quanto siano ecologici gli ideali delle arti marziali cinesi e di molta della filosofia correlata.
Il maestro Huang sottolinea spesso che il tai ji quan segue "le leggi della natura" (zi ran gui lu 自然规律). Certe volte è più palesemente oggettivo che una situazione è naturale: il maestro Huang viaggia su un’automobile i cui finestrini si abbassano con una manovella invece che con un impulso elettrico, e se ne compiace definendola “naturale”. Non gli piacciono aria condizionata e ventilatori, neppure col clima fastidiosamente più caldo, perché non sono “naturali” ("La gente teme il caldo, ma chi pratica tai ji quan sopporta molto meglio le temperature estreme, anche perché impara a stare tranquillo", spiega il maestro). Altre volte è meno oggettivo: il maestro usa una canoa e definisce “naturale” il movimento in cui si ruota il busto nella pagaiata. Ma non è palese e intuitivo, per lo meno a chi non abbia meccaniche corporee raffinate come un esperto di tai ji quan, che per pagaiare si ruoti il busto. Allo stesso modo, il maestro Huang dice che la forma della mano nella pratica del tai ji quan dev’essere naturale, tuttavia quella davvero spontanea avrebbe le dita più arcuate perché più rilassate.
Infine, si faccia attenzione, perché il ricorso all’esortazione alla naturalezza può essere una risposta di comodo per maestri che non hanno voglia di spiegare veramente una tecnica: l’allievo gli chiede come va eseguita, e l’insegnante se la cava liquidandolo con un vago “Naturale!” che non significa nulla.
(indicazioni per il ritmo circadiano secondo l'antica cultura cinese)

Tegole di carne?

La questione della foggia che assume la mano nella pratica dello stile Chen di tai ji quan emerge quando il maestro Huang dice a un suo allievo da qualche anno che ora è per lui tempo di modificarla: ora, dice, l'allievo ha raggiunto un livello in cui può tenere la mano più rilassata che nella canonica forma "a tegola". Al maestro Huang l'ha insegnato il gran maestro Meng Xian Bin, che Huang cita costantemente. Meng gli ha anche detto che se la mano che sale lungo il corpo è tesa, "Qi xue wang shang yong 气血往上踊" ("Energia vitale e sangue balzano verso l'alto"), un decorso dannoso per la salute. Già nella scuola Hong, la "mano a tegola" è meno enfatizzata, ma spesso le dita hanno comunque una lieve tensione utile per "dirigere la forza coordinata" (in cinese ling jin 领劲). Sia Hong, sia Meng e Li Bao Ting hanno insegnato che la forma della mano dev'essere "naturale", e il maestro Huang lo esemplifica mostrando che quando si cammina, non si tengono le mani "a tegola".

mercoledì 24 luglio 2013

Tegole di carne

Nello stile Chen di tai ji quan, spesso la mano assume una foggia che ricoderebbe la tegola leggermente concava di un tetto tradizionale cinese. Per questo la si chiama "mano a tegola" (wa shou 瓦手) o "palmo a fila di tegole" (wa long zhang 瓦攏掌).
Nella foto sottostante, che ritrae il Maestro Chen Zhao Kui 陈照奎 (1928-1981), si notano le tipiche wa shou

Il maestro Chen è il secondo figlio di Chen Fa Ke, dunque appartiene alla diciottesima generazione della sua famiglia. Divenne famoso soprattutto per la diffusione della forma Xin jia 新架 ("Struttura nuova") attribuita a suo padre.

sabato 11 agosto 2012

Semeiotica e massaggio cinesi

Nella sua provincia nativa dello Shandong, il maestro Huang ha studiato tre discipline della medicina tradizionale cinese: semeiotica attraverso l'osservazione del viso (mian jian 见) e della mano (shou jian 见), e massaggio gua sha 刮痧 (il termine è traducibile con "sfregamento [che produce] ecchimosi" o con "sfregamento per acuzie"; una spiegazione in inglese al sito http://www.chinaculture.org/gb/en_chinaway/2004-09/07/content_59842.htm).
Nel 2012 il maestro è stato invitato da un'associazione cinese a  tenere un ciclo di lezioni su questi argomenti.
Spiegazioni scritte dal maestro Huang su una lavagna durante una lezione sul gua sha alla testa.



Il maestro Huang  insegna ad allievi cinesi massaggi gua sha e tui na an mo 推拿
按法 alla testa e alle orecchie.